domenica 11 gennaio 2009

"Palermo shooting" di Wim Wenders


Il cinema di quei registi che tengono conto della grande importanza delle tradizioni nel campo delle arti figurative e sempre più sfuggevole nell'universo cinematografico contemporeneo. Mosse le prime critiche al nuovo lavoro di Wenders dopo la sua uscita, mi sento in dovere di spezzare una lancia a favore di questo film, che non ha nulla da invidiare agli ultimi importanti lavori di Coppola (L'altra giovinezza), o di Lynch (Inland Empire), visti lo scorso anno. Il cinema rimane una tradizione d'artigianato collettivo dove il regista ha il compito di convogliare tutti i suoi mestieranti nel modo migliore possibile. Wim Wenders che durante le riprese del film ha dovuto subire il lutto del suo maestro artigiano (Michelangelo Antognoni) e non solo, perchè nello stesso giorno il cinema ha perso un altro grande maestro del cinema mondiale (Ingmar Bergman), è riuscito comunque ha traghettare il proprio sogno ,perche Palermo shooting è un vero e proprio viaggio onirico che tratta argomenti capisaldi della tradizione cinematografica (come il discorso con la morte) che omaggia "Il settimo sigillo", o il ricordo che dietro il cinema si cela la fotografia come preistoria del cinema, dietro l'immagine cinematografica c'è prima l'immagine, l'istantanea, che tempo precorre la nascita della settima arte, tanto che il protagonista di Palermo shooting è un fotografo di professione, un fotografo che gioca con la morte.

domenica 16 novembre 2008

L'IPOTESI CINEMA


Lunedì 24 novembre 2008 ORE 18.00

Aula Magna Facoltà di Scienze della Formazione di Bologna

Presentazione del volume L'ipotesi cinema.
Piccolo trattato sull'educazione al cinema nella scuola e non solo di Alain Bergala (Edizioni Cineteca di Bologna 2008). Alla presenza dell'autore


Come indica l’espressione ‘piccolo trattato’, questo libro di Alain Bergala vuole essere un’opera di riflessione sul tema complesso, e finora mai sistematicamente affrontato, dell’educazione al cinema nelle scuole, e al tempo stesso un testo ‘militante’, ricco di proposte concrete. Bergala formula qui “l’ipotesi cinema”: ovvero, mai dimenticare, nei processi educativi, che il cinema è primaditutto un’arte, che è una cultura sempre più esposta alla minaccia di un’amnesia collettiva, e infine che è un linguaggio, e come ogni linguaggio necessita di un apprendistato. Quel che il libro propone è la risposta, affidata a una scrittura fluida e illuminata di esempi, a una serie di domande che si presentano, oggi, a coloro che, soprattutto nella scuola ma anche all’interno del rapporto educativo familiare, vogliano porsi come ‘traghettatori’ di un sapere e di un gusto cinematografico presso le generazioni più giovani.
Come scegliere i film da mostrare? Come preparare bambini e ragazzi all’incontro con le opere? Quali sono gli usi migliori del DVD a scuola? Si deve parlare solo di cinema, o anche di televisione? L’educazione al cinema prevede necessariamente il ‘passaggio all’atto’, ovvero la realizzazione di film in classe? Come dev’essere pensata un’analisi dei film capace di introdurre le classi alla comprensione ed eventualmente alla pratica creativa?
Nato da un’esperienza promossa dal Ministro della Cultura Jack Lang che ha visto, dall’anno 2000, l’introduzione del cinema nei programmi di molte scuole francesi, il libro di Bergala si offre come inedito e prezioso strumento al lettore italiano, e in particolar modo a chi è chiamato all’impresa educativa.


Alain Bergala, cineasta e professore di cinema all'Università di Paris III, è stato caporedattore dei Cahiers du cinéma e consigliere di Jack Lang nell'elaborazione del piano quinquennale d'introduzione delle arti tra gli insegnamenti scolastici fondamentali.

domenica 28 settembre 2008

mercoledì 3 settembre 2008

PAOLO CONTE nuovo album2008




Si intitolerà "Psiche" e verrà pubblicato il prossimo 19 settembre il nuovo album di Paolo Conte: il disco, che arriva a quattro anni dall'ultima fatica in studio del cantautore astigiano, "Elegia", verrà presentato - come riferisce l'agenzia ANSA - il 5 settembre all'Olypia di Parigi, teatro di trionfali esibizioni dell'artista nostro connazionale. Non è casuale la scelta della Francia per il debutto dell'opera, essendo Conte stato insignito nel 2001 dal governo d'oltralpe dell'onorificenza di Cavaliere delle Arti e delle Lettere.

© Tutti i diritti riservati. Rockol.com S.r.l.

martedì 29 aprile 2008

CENA EURO 2008 Holidays




mENù :
Bratwurst and Potato
Rosti
Hunchen gerbaten and Souce bearnaise
Bierr

VOTO cena:
Friz-8 1/2
Criss-8
La-6 1/2
Ale-7 (ma è di parte...ha cucinato lui)

venerdì 22 febbraio 2008

100+1 CENTO FILM E UN PAESE, L'ITALIA



"Le Giornate degli Autori" hanno lanciato un Manifesto in difesa del cinema italiano ed hanno organizzato un referendum consultivo rivolto agli iscritti delle varie assoziazioni di settore per sostenere tale progetto. Il SNCCI aderisce all'inziativa.

MANIFESTO 100 + 1

C’è un tesoro da salvare prima che sia troppo tardi, il grande cinema italiano. Quello che dal dopoguerra a metà anni ‘70 ha accompagnato la nostra Storia finendo per formare la nostra coscienza, la nostra percezione degli eventi, la nostra memoria, insomma la nostra identità.

Non si tratta solo di risultati artistici, ma di popolarità. E’ col cinema e nel cinema che l’Italia si è gettata alle spalle il Ventennio, ha costruito la democrazia, unificato le sue molte anime, raccontato agli italiani e al resto del mondo cosa era accaduto o magari cosa stava per accadere. Da Roma città aperta a C’eravamo tanto amati, dalla Liberazione all’avvento delle tv private, generazioni di italiani si sono riconosciute nei volti, nelle storie, negli stili del nostro cinema aristocratico e popolare, improvvisato e industriale, d’autore o di genere, ma sempre libero e imprevedibile.

Eppure, a trent’anni dalla fine di quella grande stagione, molto resta da fare per difendere e valorizzare questo straordinario patrimonio e il suo potenziale culturale. Un esempio per tutti: le benemerite Teche Rai, incluse dall’Unesco fra le “memorie storiche” del ‘900, sono accessibili a chiunque con un semplice click. La nostra memoria cinematografica continua invece ad essere affidata alle leggi non certo benevole del mercato. Ma i film, o almeno certi film, vanno tutelati e fatti conoscere così come si fa con le piazze, i giardini, i palazzi, i monumenti di pubblico interesse. Perché se è impossibile capire il Risorgimento senza il melodramma, o il Novecento senza Svevo e Pirandello, è altrettanto arduo capire il trentennio 1945-1975 senza Rossellini e De Sica, Visconti e Fellini, Risi e Monicelli, ovvero senza Sordi e Totò, Loren e Mangano, Zavattini e Amidei.

Occorre dunque non solo salvare ma diffondere con tutti i mezzi questi irripetibili tasselli della nostra identità collettiva. Per questo chiediamo alle istituzioni responsabili di definire un elenco di 100 titoli irrinunciabili e dichiarati di pubblico interesse, 100 titoli cui garantire, oltre alla sopravvivenza, la più ampia circolazione a fini educativi o culturali. Una sorta di “statuto speciale” che consenta di salvaguardare una memoria destinata altrimenti a sparire oppure a circolare solo entro il ristretto pubblico degli specialisti, perdendo per ciò stesso il suo forte tratto identitario.

Nessuno, per fare un altro esempio, escluderebbe Pavese, Calvino o Moravia dalle antologie letterarie per questioni di diritti d’autore. Ma proprio questo accade, da anni, col nostro miglior cinema, semicancellato da grandi e piccoli schermi proprio mentre l’Italia cambia e i film di quella grande stagione diventano ancora più preziosi. Basta pensare al sostegno didattico-culturale che quei lavori potrebbero fornire alle nuove generazioni di studenti per rendersi conto che abbiamo fra le mani un autentico tesoro. Spetta solo a noi saperlo conservare e divulgare come merita.

Ora la lista dei primi cento film, percorso della memoria e della coscienza collettiva di tutto un Paese, viene presentata, giovedì 28 febbraio 2008 alla Casa del cinema di Roma, in un convegno che metterà a fuoco le diverse facce del problema, tra cui i criteri storici, culturali e didattici adottati per scegliere i film, i precedenti, in Italia e all'estero; i possibili canali e modelli di diffusione del cinema nelle scuole; il ruolo delle tv e dell'home video; la gestione dei diritti d'autore.

lunedì 14 gennaio 2008

cinema Olimpia 2008



Il nuovo sito del cinema Olimpia di Ascoli Piceno. www.thefelicelab.com/olimpia

La causa del cinema Olimpia è un importante punto di partenza con il quale battezzare questa sotterranea esigenza di far diventare la nostra città, un nucleo di energia pulsante. La sensazione di desolazione culturale che il centro storico offre ai suoi cittadini sta per terminare. Affrettiamoci dunque a vivere gli ultimi aliti di deserto e sonnolenza. L’idea, promossa da alcuni cittadini e dall’associazione Italia Nostra, di recuperare uno spazio strategico e vitale per tutti gli Ascolani è senza dubbio, una delle migliori strade per iniziare una nuova stagione ricca di emozioni. Il cinema come simbolo di una volontà popolare e cittadina di “alzare il tiro”, “pretendere di più” e non voler più sopportare la pericolosissima inedia dilagante.

“sarà di nuovo primavera...”

cinemaOlimpia 2008

martedì 8 gennaio 2008

"La febbre dell'oro" di Charlie Chaplin


Grazie alla rassegna cinematografica PENOMBRE dedicata a pellicole del cinema muto, ieri 7 gennaio 2008 al Teatro Morlacchi di Perugia, è stato possibile partecipare alla visione di uno dei più grandi capolavori della cinematografia mondiale "La febbre dell'oro" (1924).
Tra le novità assolute di questa nuova edizione di "Penombre" vi è da segnalare la partecipazione del maestro Timothy Brock, considerato attualmente il più importante direttore d'orchestra per film-concerto esistente al mondo. L'Orchestra "Città aperta", da lui diretta, è intervenuta appunto ieri sera eseguendo in modo magistrale la partitura originale della colonna sonora del film, scritta nel 1924 appositamente da C.Chaplin per accompagnare il suo stesso capolavoro di immagini.

Capita raramente oggi giorno di partecipare a proiezioni cinematografiche di così immensa bellezza, e quando ciò accade, sembra che tutta la mediocre presenza del resto che ci circonda, venga spazzato via da ogni singolo fotogramma che passa...lento veloce davanti ai nostri occhi.
Grazie


Programma:
PENOMBRE 2007-2008
L’ORO DEL SILENZIO

Lunedì 7 gennaio 2008
Perugia
Teatro Morlacchi, proiezione
ore 21.30
The Gold Rush - La Febbre dell'Oro
di Charlie Chaplin (1925)
“Orchestra Città Aperta”
direzione di Timothy Brock
Presentazione di Pier Luigi Neri e Fabio Melelli
Prenotazione obbligatoria

Venerdi 11 gennaio 2008
Torgiano
Sala Sant’Antonio, proiezione
ore 17.30
Giglio Infranto
di David W. Griffith (1919)

Sabato 12 gennaio 2008
Umbertide
ore 17.30
Teatro dei Riuniti, proiezione
Intolerance I PARTE
di David W. Griffith (1916)

Domenica 13 gennaio 2008
Umbertide
ore 17.30
Teatro dei Riuniti, proiezione
Intolerance II PARTE
di David W. Griffith (1916)

Venerdi 18 gennaio 2008
Spello
ore 17.30
Teatro Subasio, proiezione
Nascita di una nazione I PARTE
di David W. Griffith (1915)

Sabato 19 gennaio 2008
Spello
ore 17.30
Teatro Subasio, proiezione
Nascita di una nazione II PARTE
di David W. Griffith (1915)

Domenica 20 gennaio 2008
Cannara
ore 17.30
Teatro comunale, proiezione
Il ladro di Bagdad
di Raoul Walsh (1915)

Giovedi 24 gennaio 2008
Citta’ della Pieve
ore 17.30
Teatro Comunale Accademia degli Avvaloranti, proiezione
Il Pirata Nero
di Albert Parker ( 1920)

Venerdi 25 gennaio 2008
Marsciano
ore 17.30
Teatro Concordia, proiezione
Charlot- Comiche vagabonde
di Charlie Chaplin (1916)

mercoledì 12 dicembre 2007

"Paranoid Park" di Gus Van Sant



Gus Van Sant conferma il suo indiscutibile stile cinematografico, il suo "Paranoid Park" è una grandissima prova di saper fare Cinema... 8mm, 35mm che differenza fa?...il risultato è comunque geniale, e contraddistingue il cinema dei grandi registi da quello dell'industria-lavoro-sporcizia cinematografica a cui siamo abituati.
Il film e la linea direttrice artistica del regista, torna a raccontare l'adolescenza come soltanto lui sa fare.

lunedì 10 dicembre 2007

è morto il genio della musica



BERLINO - Il compositore tedesco Karlheinz Stockhausen è morto, a 79 anni, mercoledì. La notizia è stata diffusa solo oggi dalla vedova, Mary Bauermeister, e dalla Fondazione che porta il suo nome. Il decesso è avvenuto a Kürten, in Germania. Nato il 22 agosto del 1928 a Kerpen-Modrath, Stockhausen è stato docente universitario e autore di numerose pubblicazioni sulla teoria della musica.Il compositore tedesco è stato uno dei più innovativi autori, tanto da rivoluzionare radicalmente l'arte compositiva, inserendo l'uso dell'elettronica anche nella musica "colta". Con le sue oltre trecento compisizioni, ha contribuito in modo significativo a rivoluzionare la musica del XX secolo.

sabato 17 novembre 2007

Mostra di Marc Chagall


In mostra dipinti, disegni, sculture e incisioni del maestro russo a Marsciano, Palazzo Pietromarchi, dal 17 novembre fino al 2 marzo 2008

“L’incredibile apparente” è il titolo della Mostra dedicata al maestro russo Marc Chagall di origine ebraica, esponente di spicco della pittura indipendente e innovatrice del Novecento, che per tre mesi, dal 17 novembre fino al 2 marzo 2008, rimarrà in allestimento a Marsciano nelle splendide sale della Residenza Nobiliare di Palazzo Pietromarchi, sede del Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte.

Saranno le sue opere e la sua arte, complicata e simbolica, ricca di rimandi, influssi e anticipazioni anche rispetto al futuro, a “riempire” le sale della trecentesca residenza dei Conti Bulgarelli di Marsciano.

Dipinti, disegni, sculture e incisioni provenienti dalle collezioni di Musei italiani ed europei, costituiranno una occasione unica per conoscere il percorso umano ed artistico del pittore ed il suo itinerario legato alla ricerca stilistica della “Scuola di Parigi”.

Orari della Mostra:
tutti i giorni ore 10.30 - 13.00 / 15.00 - 17.30

domenica 14 ottobre 2007

"I film di Clemens Klopfenstein"


Negli ultimi due giorni di chiusura del Film Festival perugino, mi è capitato di partecipare alle proiezioni di due film dell'artista svizzero Clemens Klopfenstein, che ormai da più di dieci anni risiede a Bevagna.
La piccola ed interessante introspettiva su questo film-maker d'oltre alpe, prevedeva la visione del suo ultimo lavoro cinematografico "DIE VOGELPREDIGIT" (2005) e del precedente "WERANGSTWOLF" (2000).
Fatiche cinematografiche low-buget come tutta la produzione del regista, dalla forte compresenza stilistica ricaduta sulle immagini apparse completamente sgrammaticate nella sintassi cinematografica, idee di sceneggiature bizzarre ed originali come in Werangstwolf, film senza la presenza di una struttura narrativa, puro teatro-cinema. Commedia brillante e visionaria, piena di spiritualità filo-francescana è Die Vogelpredigit. Film che nasce indubbiamente da una precisa missione di autobiografismo di Klopfenstein, che riesce ha far emergere attraverso un'intreccio narrativo, le sue più intime e personali idee sulla vita, sull'arte del cinema e sull'importanza della spiritualità. Rimane comunque una commedia rocambolesca che fà ridere lo spettatore. Non male.

lunedì 8 ottobre 2007



6 OTTOBRE sabato / Teatro Morlacchi

"SIGHT AND SOUND" il cinema che suona

Il festival era già iniziato da qualche giorno ma il mio interesse scivolava in special modo sulla serata di sabato 6 Ottobre, che prevedeva la proiezione di tre film muti: ONE WEEK di Buster Keaton, CHARLESTON di Jean Renoir, LE VOYAGE DANS LA LUNE di Georges Melies; accompagnati dal quartetto diretto dal maestro Marcpo Dalpane.
L'esperimento tra musica e immagini è riuscito perfettamente, le note musicali si sono fuse alle immagini in maniera totale, complementare, e si aveva come l'impressione che la musica fosse esclusivamente diegetica, invece accanto allo schermo c'erano: pianoforte,clarinetto, contrabasso e batteria. Uno spettacolo unico.
Il cinema come non lo avevo mai visto.

"OMAGGIO ANTONIONI"

Nella stessa sera era in programma un omaggio ad uno dei più grandi registi del cinema italiano, se non il più grande: Michelangelo Antonioni.
Tale omaggio prevedeva la proiezione (in pellicola) di 3 cortometraggi: NETTEZZA URBANA del 1948, VERTIGINE del 1950 e l'ultimo lavoro in assoluto del regista recentemente scomparso, LO SGUARDO DI MICHELANGELO del 2004, a cui tenevo in particolar modo.
Il mio rammarico è stato inimmaginabile quando sullo schermo è comparsa la scritta fine, che stava a conclusione della proiezione del secondo dei tre corti, pensando di assistere all'ultimo; ad un tratto le luci si sono riaccese e come per magia il direttore del bATik chiama sul palco Dario Argento, iniziando così la serata in suo onore che procedeva con la visione di tre suoi film durante tutta la notte; lasciandomi con un occhio mezzo aperto e l'altro mezzo chiuso. Peccato.

sabato 22 settembre 2007

"La ragazza del lago" di Andrea Molaioli


Dopo parecchio tempo che non andavo al cinema, qualche giorno fà mi sono deciso a tornarci.
Entrato in una discreta saletta di un cinema perugino, con orgoglio semi-patriota ho scelto di avvolgermi alla visione di questo film di produzione italo-svizzera, da poco presentato al Festival del Cinema di Venezia.

Una pellicola di mediocre impatto, se non fosse per la presenza scenica del protagonista (Toni Servillo), che tutto sommato si porta dietro ancora oggi gli strascichi e la stessa verve umorale della brillante interpretazione in "Le conseguenze dell'amore". Il film va comunque elogiato per alcune peculiarità: l'interessante scelta fotografica di girare la maggior parte delle scene con obiettivi grandangolari, e usando la tecnica della macchina a mano, in modo quasi inpercettibile, ne sono una prova. Anche la buona sceneggiatura regge, peccato alcuni interpreti la recitano in pessima maniera, in certi punti del film scelte di regia troppo ambiziose (vedi fantasma della ragazza), presente in alcune scene dopo la metà del film, servono soltanto a smarrire lo spettatore e a distaccarlo dal flusso della visione e dell'immedesimazione che 'vira' da tutt'altra parte.

VOTO 5,5

martedì 31 luglio 2007

"Michelangelo Antonioni"



Il grande regista si è spento in casa, a 94 anni.


Dalle collaborazioni con Rossellini e Fellini
a capolavori come "L'avventura" e "Blow Up", vincitore a Venezia e Cannes, Oscar alla carriera, maestro del cinema dello sguardo. In tutti i suoi film l'immagine prevale sul linguaggio; in un autore ossessionato dall'incomunicabilità.

ROMA - Con Michelangelo Antonioni - morto ieri sera nella sua abitazione nella capitale, a 94 anni, assistito fino all'ultimo dalla moglie Enrica Fico - non se ne va solo uno dei grandi vecchi del cinema italiano e internazionale, amato e celebrato in tutto il mondo, come dimostra l'Oscar alla carriera ricevuto nel 1995. Con lui scompare anche uno stile davvero unico, all'interno della settima arte: quello di un regista che ha sempre fatto dell'occhio - quello della cinepresa, spesso apparentemente impassibile, e quella dell'autore che silenzionsamente la muove - il centro della sua visione poetica. In cui emergono l'incomunicabilità tra le persone, l'insufficienza delle parole, la solitudine. E poi, per contrasto, il potere dello sguardo, la perfezione dell'immagine.
Un modo di concepire, realizzare e "vedere" i film creata non solo con intenti estetizzanti, ma anche per far venire fuori, senza inutile retorica, l'interiorità e la psicologia dei personaggi. Con un tratto così particolare, e così coerente, da rendere vani i pur numerosi tentativi di imitazione. E senz'altro più adatto a una fruizione critica, o cinefila, che al grande pubblico. Una singolarità che Antonioni - autore di tanti e a volte controversi capolavori, a cominciare dagli eterni cult Blow up e L'avventura - ha tenuto ferma fino alla fine. A dispetto della malattia che negli ultimi anni gli ha impedito di parlare, ma non di comunicare attraverso le sue opere.

Classe 1912, ferrarese, una laurea a Bologna in Economia e commercio, Antonioni si accosta al cinema attraverso l'attività di critico per i giornali. Poi il trasferimento a Roma, dove frequenta il Centro sperimentale di cinematografia. Collaborando con autori del calibro di Roberto Rossellini. Ma è nella sua terra d'origine che realizza il suo primo documentario, il cui titolo dice già tutto: Gente del Po, anno 1947.
In quello stesso periodo, lavora anche come sceneggiatore, in pellicole importanti: Caccia tragica, di Giuseppe De Santis (1946), Lo sceicco bianco di Federico Fellini (1952). Il primo film che porta interamente la sua firma è Cronaca di un amore. Un'opera prima, ma già molto personale nei temi e nello stile: uno spunto quasi giallo, personaggi borghesi indagati nei loro moventi psicologici, una certa asciutezza. A questo esperimento, riuscito, seguono poi I vinti (1952) sulla crisi della gioventù europea; La signora senza camelia (1953), ambientato proprio nel mondo del cinema; Le amiche (1955) e Il grido (1956).

Ed è alla fine degli anni Cinquanta che arriva il suo primo, vero capolavoro, il film che molti cinefili, ancora oggi, considerano il suo migliore: L'avventura (1959). Pellicola così diversa dalle altre, così particolare, così raffinata, da suscitare, nella sua passerella a Cannes, reazioni assai contrastanti: forse per la lentezza, per il suo affidarsi alle immagini e agli sguardi, senza badare al ritmo. E che ha tra i protagonisti Monica Vitti, suo amore e sua Musa in questa fase della carriera.

E infatti, dopo L'Avventura, arrivano La notte (1960) e L'eclisse (1962), sempre con la Vitti. Così come Deserto rosso, anno 1964: il primo film in cui Antonioni accetta la sfida del colore, dopo tante produzioni in bianco e nero, e che gli vale il primo Leone d'Oro della Mostra di Venezia (il secondo, alla carriera, è del 1983). Ma il regista non si riposa sugli allori, anzi, allarga i suoi orizzonti anche all'estero: il suo eterno capolavoro Blow up (1966), ambientato in Inghilterra, vince la Palma d'oro al Festival di Cannes. Poco dopo, nel 1970, la sua quasi muta indagine sull'animo umano sbarca in America, con Zabriskie Point (1970). Gli Usa della contestazione giovanile e della musica rock (celebre la scena finale dell'esplosione, con musica dei Pink Floyd). Pochi anni più tardi, nuova pietra miliare: Professione reporter con Maria Schneider e Jack Nicholson (1975). E ancora, nel 1982, Identificazione di una donna. In cui, sulla falsariga di quanto già fatto da Federico Fellini con altri personaggi cinematografici giudicati di serie B, sdogana come interprete di serie A Tomas Milian, alias lo sbirro Monnezza.

A questo punto, il silenzio. Dovuto alla malattia che lo colpisce, che paralizza parte delle sue capacità comunicative. Ma il cinema - il suo cinema, così centrato sullo sguardo e così poco sulle parole o sui gesti frenetici - è più forte del male. E così, nel 1995, il maestro torna sul set, per girare, insieme all'amico e ammiratore Win Wenders, Al di là delle nuvole. E nel 2002, l'ultimo sforzo compiuto: l'episodio Il filo pericoloso delle cose, nell'ambito nel film a episodi Eros. Gli altri autori sono Wong Kar Wai, Steven Sederbergh, due cineasti più giovani di lui che sicuramente hanno assimilato la sua lezione. La pellicola partecipa alla Mostra di Venezia. L'ultima, girata da questo Grande del cinema.

E adesso - nello stesso giorno in cui si spegne un altro gigante, Ingmar Bergman - la fine: serena, in casa sua, accanto alla moglie. Domani in Campidoglio la camera ardente, dopodomani, nella sua Ferrara, i funerali.

(31 luglio 2007)

giovedì 19 luglio 2007

il nuovo album di Morgan


"Da A ad A"

Sony BMG
Anno: 2007

domenica 24 giugno 2007

"GRINDHOUSE" di Quentin Tarantino



Jungle Julia, la ragazza più sensuale di Austin, in Texas, torna tardi ogni notte insieme alle sue due migliori amiche, Shanna ed Arlene. Le tre ragazze, tutte molto carine, si divertono a passare le serate tra due locali di Austin, dove attirano gli sguardi indiscreti degli avventori. Tra le tante facce presenti nel locale c'è quella inconfondibile di Stuntman Mike...Dopo la perfezione e la precisione filmica di Kill Bill, Tarantino torna sugli schermi con l'opposto della medaglia. Una pellicola che non ha bisogno di recensioni di merito, il solito stile tarantiniano, esasperato da un montaggio fuori dalla grammatica cinematografica, che vuol illudere e giocare con lo spettatore. Ci riesce in peno. Un film da vedere, ma senza troppe aspettative.

VOTO:6.5

Alessandro Passalacqua

domenica 17 giugno 2007

"CHAPLINIANA"



CHAPLIN E L'IMMAGINE
(dal 1°giugno al 30 ottobre 2007)

Dalla sua apertura presso la prestigiosa sala del Jeu de Paume a Parigi nel 2005 oltre 300.000 persone hanno visitato la mostra tra Rotterdam, Amburgo, Bruxelles e Losanna.
Un successo di pubblico senza precedenti grazie allo spettacolare allestimento che coniuga multimedialità e passato e che ha sapientemente illustrato per un pubblico di tutte le età, il linguaggio universale dell’arte di Charlie Chaplin.
Finalmente a Bologna, unica tappa italiana, la mostra è valorizzata dalla spettacolare cornice della Biblioteca Sala Borsa: lungo gli 800 m2 del primo piano sono esposte oltre 260 fotografie di scena e di set, 19 postazioni video per un totale di quasi due ore di proiezioni - estratti di film celebri, documentari, filmini di famiglia, outtakes – manifesti originali di grande formato e riviste d’epoca, registri stampa inediti provenienti dagli Archivi Chaplin di Montreux, album del periodo Keystone… Attraverso un dialogo continuo tra immagini fisse e in movimento, la mostra offre uno sguardo attento e originale sulla nascita del mito e dell’immagine di Charlot e del suo creatore: dal debutto nella troupe di Karno, alla conquista dell’indipendenza artistica, da attore a cineasta a tutto tondo. Chaplin firma capolavori come Il monello, La febbre dell’oro, Il circo, Luci della città, Tempi moderni. Gli anni della maturità espressiva coincidono con quelli della consapevolezza sociale, dell’impegno e della parola: con Il grande dittatore Chaplin si congeda per sempre da Charlot. Durante gli anni della 'caccia alle streghe' si incrina l’idillio tra Chaplin e l’America, fino all’epilogo, con l’esilio svizzero. L’impostazione cronologica è solo un pretesto per mettere in diretta relazione la creazione, la ricezione e la trasformazione dell’immagine Chaplin all’interno del Novecento, e per riscoprirla oggi ancora lucente, viva e senza l’ombra di una ruga.

martedì 5 giugno 2007

"ANITYNG ELSE" di Wody Allen



In questo film Wody Allen realizza una sceneggiatura che rende esaustivamente chiare le nevrosi esistenziali presenti all'interno della propria persona, intesa uomo, scrittore e amante...Comedia corredata appunto da una sceneggiatura non troppo pretenziosa avvolte, ma da un'ottima fotografia curata dal direttore della fotografia (Darius Khondij). Il film riflette le dinamiche psicoesistenziali di un giovane scrittore di New York, alle prese con l'analista, il manager, la vita di coppia, e uno strano tizio di nome David Dobel, scrittore sessantenne che sembra aver superato le sue nevrosi.

VOTO: 6.5
Alessandro Passalacqua

venerdì 1 giugno 2007

'Villa De Felice' festeggia VANDE



Domani 2 Giugno 2007 Villa De Felice festeggiera il 24° compleanno di VANDE.
A ufficializzare la notizia è stato l'ufficio stampa della suddetta villa, ubicata in Torreorsina (Terni), che da patrocinante riservererà il diritto d'invito su ogni singolo partecipante al party.

Buon compleanno VANDE !